Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.

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Ecocardiografia POCUS nella Cardiologia Pediatrica territoriale: esperienza pilota e impatto organizzativo

Lucia Marasini1, Michele Fiore2, Carmelo Arcidiacono3, Mohamad Maghnie1,4

1Dipartimento di Neuroscienze, Riabilitazione, Oftalmologia, Genetica e Scienze Materno-Infantili (DINOGMI), Università di Genova
2Pediatra di Famiglia, Genova
3Dipartimento di Cardiologia, IRCCS “Istituto Giannina Gaslini”, Genova
4Clinica Pediatrica ed Endocrinologia, IRCCS “Istituto Giannina Gaslini”, Genova

Indirizzo per corrispondenza: lucia.marasini92@gmail.com

POCUS Echocardiography in Community-Based Paediatric Cardiology: Pilot Experience and Organisational Impact

Key words: Point-of-Care echocardiography, Community paediatric cardiology, Heart Disease, Primary care paediatric clinic, POCUS

Background. Heart disease is a diagnostic challenge for primary care paediatricians who, lacking advanced tools, may resort to too many precautionary hospital referrals.
. To describe the experience of a first-level community paediatric cardiology clinic using point-of-care ultrasound (POCUS) as a diagnostic filter between primary care and a tertiary referral centre.
Materials and Methods. A prospective study was conducted over six months, including 143 children referred by 15 previously trained primary care paediatricians. Main referral reasons included heart murmurs, ECG abnormalities, symptoms suggestive of heart disease and a family history of cardiovascular disease or arrhythmias. All patients underwent clinical evaluation and cardiac POCUS.
Results. Minor echocardiographic abnormalities were identified in 33 patients (23%), mainly small septal defects and mild valvular abnormalities, and managed with appropriate follow-up. The organisational impact was assessed by comparison with first outpatient visits delivered by the Paediatric Cardiology Unit of the G. Gaslini Institute, which performed 370 comparable visits during the observation period. The 143 community evaluations represented 38.6% of that volume and corresponded to nearly three months of hospital outpatient activity. In parallel, a hospital-based waiting-list reduction programme performed 167 first visits over five months, more than half of which were for non-urgent conditions potentially manageable at community level, showing a possible reduction in the need for additional hospital sessions.
Conclusions. The model appears to improve referral appropriateness and to reduce the burden on tertiary care centres and is a potential organisational strategy to optimize paediatric cardiology diagnostic pathways.

Background. Le cardiopatie rappresentano una sfida diagnostica per il Pediatra di famiglia (Pdf) che, in assenza di strumenti diagnostici avanzati, può ricorrere a troppi invii ospedalieri precauzionali.
Obiettivi. Descrivere l’esperienza di un ambulatorio territoriale di Cardiologia Pediatrica di primo livello, basato sull’ecocardiografia point-of-care (POCUS), come strumento di filtro tra territorio e Centro di riferimento.
Materiali e Metodi. Sono stati arruolati 143 pazienti pediatrici inviati da 15 Pdf precedentemente formati. Le principali indicazioni includevano: soffi cardiaci, alterazioni ECG, sintomi suggestivi di cardiopatia e familiarità cardiovascolare o aritmologica. Tutti i pazienti hanno effettuato una visita cardiologica ed ecocardiografia di primo livello.
Risultati. In 33 pazienti (23%) sono state riscontrate anomalie ecocardiografiche per le quali è stato indicato un follow-up appropriato. L’impatto del modello territoriale è stato valutato confrontando i nostri dati con l’attività di “prime visite” erogata dalla UOC di Cardiologia Pediatrica dell’Istituto “G. Gaslini”, che nel semestre di osservazione ha effettuato 370 visite comparabili. I 143 pazienti valutati in sei mesi dal nostro ambulatorio rappresentano il 38,6% delle prime visite intercettate dal territorio, equivalenti a quasi tre mesi di attività ambulatoriale ospedaliera. In parallelo, un servizio ospedaliero straordinario di “abbattimento lista” ha effettuato 167 “prime visite” in cinque mesi, oltre la metà per quadri non urgenti, potenzialmente indirizzabili all’ambulatorio in oggetto, con possibile riduzione del ricorso a sedute ospedaliere straordinarie.
Conclusioni. Il modello territoriale sembrerebbe in grado di migliorare l’appropriatezza degli invii e di ridurre il carico assistenziale sui Centri di riferimento, configurandosi come un possibile strumento organizzativo per l’ottimizzazione dei percorsi diagnostici in ambito cardio-logico pediatrico.

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Marasini L, Fiore M, Arcidiacono C, Maghnie M. Ecocardiografia POCUS nella Cardiologia Pediatrica territoriale: esperienza pilota e impatto organizzativo. Medico e Bambino 2026;29(8):e223-e228 DOI: https://doi.org/10.53126/MEBXXIXO223

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